La ionoforesi è una terapia fisica che permette di far penetrare un farmaco attraverso la pelle utilizzando una corrente elettrica continua, invece di un’iniezione. Sfruttando il principio per cui cariche elettriche dello stesso segno si respingono, la corrente “spinge” le molecole del farmaco attraverso l’epidermide fino ai tessuti sottostanti. È un metodo non invasivo, usato soprattutto per veicolare antinfiammatori o anestetici locali in caso di infiammazioni e dolori circoscritti. In questa pagina vediamo come funziona, quando è indicata, quando va evitata e cosa è realistico attendersi.
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Come funziona la ionoforesi
L’apparecchio per ionoforesi genera una corrente continua a basso voltaggio. Il farmaco, in forma di soluzione o gel, viene posto sotto un elettrodo con la stessa carica elettrica delle sue molecole: poiché cariche uguali si respingono, la corrente sospinge il principio attivo attraverso la cute verso i tessuti più profondi. Rispetto all’assunzione per bocca, il farmaco agisce in modo più localizzato sulla zona da trattare; rispetto all’iniezione, evita l’ago e la sua invasività. La scelta del farmaco e della sua appropriatezza è però sempre di competenza del medico.
Quando è indicata
La ionoforesi viene utilizzata soprattutto per dolori e infiammazioni localizzate dell’apparato muscolo-scheletrico, quando è utile concentrare l’azione del farmaco in una zona precisa. Tra le applicazioni più comuni:
- tendinopatie e infiammazioni tendinee (per esempio epicondilite, tendinite della spalla);
- infiammazioni articolari localizzate e periartriti;
- esiti dolorosi di traumi e distorsioni;
- dolori muscolari circoscritti;
- alcune condizioni in cui si preferisce un’azione locale del farmaco rispetto a quella sistemica.
Anche in questi casi la ionoforesi è un supporto: agisce sul dolore e sull’infiammazione di una zona, ma non corregge la causa meccanica o funzionale che li ha generati, che va affrontata con la valutazione e il percorso adeguati.
Quando la ionoforesi è controindicata
Trattandosi di una terapia che combina corrente e farmaco, va evitata o valutata con il medico in presenza di:
- allergia o intolleranza nota al farmaco da veicolare;
- pacemaker o altri dispositivi elettronici impiantati;
- cute lesa, infiammata, con ferite o alterazioni della sensibilità nella zona;
- gravidanza, da valutare con il medico;
- presenza di mezzi di sintesi metallici nell’area di applicazione;
- dolore di natura non chiarita: prima va inquadrata la causa.
Cosa è realistico attendersi
La ionoforesi può aiutare a ridurre dolore e infiammazione in una zona circoscritta, ma è bene avere aspettative corrette. L’efficacia dipende dal tipo di farmaco, dalla quantità che effettivamente raggiunge i tessuti e dalla natura del problema; le evidenze in fisioterapia sono variabili e non la indicano come terapia risolutiva da sola. Per questo, come per le altre terapie fisiche strumentali, dà i risultati migliori quando è inserita in un percorso che individua e affronta la causa del disturbo, e non quando viene usata come unico rimedio “passivo”.
La ionoforesi in Equilibrium
In Equilibrium la ionoforesi è uno degli strumenti che possono affiancare un percorso, scelto e dosato in base al quadro e in accordo con il medico per la parte farmacologica. Siamo un centro con oltre 25 fisioterapisti e un network di medici specialisti: questo permette di capire prima la causa del dolore e poi decidere se e quando una terapia veicolante può essere utile. Nelle tendinopatie e nei dolori localizzati si combina con l’esercizio terapeutico e la fisioterapia; tra le altre terapie fisiche possono essere valutati, secondo il caso, gli ultrasuoni o la magnetoterapia. È la logica dell’approccio multidisciplinare: lo strumento al servizio del percorso.
Cosa non è la ionoforesi
Non è una cura definitiva né un’alternativa alla valutazione del problema: è un modo per veicolare localmente un farmaco. Non sostituisce l’esercizio e la riabilitazione, che restano centrali nel recupero. E non è una terapia “fai da te”: il farmaco da utilizzare va indicato dal medico, e l’applicazione richiede attenzione alle controindicazioni e alla cute.
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Domande frequenti sulla ionoforesi
La ionoforesi è dolorosa?
In genere no. Si avverte un lieve formicolio durante il passaggio della corrente, regolato su una soglia confortevole. Può comparire un leggero arrossamento della cute, di solito transitorio.
Che farmaci si usano?
In genere antinfiammatori o anestetici locali, ma la scelta spetta sempre al medico, in base al disturbo e alla persona. Vanno sempre segnalate eventuali allergie.
Quante sedute servono?
Dipende dal disturbo e dalla risposta. In genere si imposta un ciclo di alcune applicazioni, definito dopo la valutazione e integrato nel percorso complessivo.
È più efficace di una pomata?
Rispetto all’applicazione locale semplice, la corrente può favorire una maggiore penetrazione del farmaco; l’efficacia reale, però, varia ed è uno dei motivi per cui la ionoforesi va usata come supporto, non come unico trattamento.
Posso farla con un pacemaker o mezzi metallici?
Con pacemaker o dispositivi impiantati è controindicata salvo diversa indicazione medica; in presenza di mezzi di sintesi metallici nella zona, l’applicazione va valutata con attenzione. Segnala sempre queste condizioni.
Serve la prescrizione del medico?
Per la scelta del farmaco sì: la parte farmacologica è di competenza medica. È inoltre importante segnalare allergie, patologie note e dispositivi impiantati prima del trattamento.
Evidenze e riferimenti
Associazione Italiana Fisioterapisti (AIFI); letteratura sulla somministrazione transdermica di farmaci mediante ionoforesi; indicazioni e controindicazioni d’uso in ambito fisioterapico. La scelta del farmaco è di competenza medica.
Questa pagina ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico. Per una diagnosi accurata e un piano di trattamento personalizzato è necessaria una valutazione clinica diretta.
